MARIA
TERESA ZAFFERANI
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FOTOGRAFIA DI MARIA TERESA
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MARIA
TERESA ZAFFERANI Educata,
dolce, bella, povera, affettuosa, servizievole, virtuosa..... sono gli
aggettivi sufficienti per mettere a fuoco la figura di Maria Teresa
Zafferani, una giovane disposta a tutto, pur di raggiungere il suo Amato
Gesù. L'INFANZIA
- Aveva solo ventisei anni la povera Teresina, quando il Signore decise
di portarsela via. Nulla di speciale, se guardiamo quanta gioventù
perde la vita nei più svariati incidenti o in mali incurabili, per Teresina la specialità
esiste, se pensiamo alla lunga sofferenza sopportata con rassegnazione e
dedizione, il tutto nella povertà più assoluta della famiglia oltre ad
abitare
in un piccolo paese decentrato: Mulazzano di Coriano, ai suoi tempi senza un minimo di
pubblico trasporto e quindi lontano, alcune volte lontanissimo dagli
ospedali. Maria
Teresa Zafferani nasce il 20 febbraio del 1934 a Coriano nella piccola
frazione di Mulazzano, in una famiglia di
contadini, con pochi mezzi di sussistenza, ma dignitosa, sempre pronta a collaborare con tutti,
in particolare con la
parrocchia e con i bisognosi della collettività. La famiglia Zafferani era molto numerosa, composta
da ben otto figli, Teresa era la settima. Tutta la
famiglia era attiva negli impegni religiosi: il Santo Rosario
quasi quotidianamente, la Santa Messa anche più volte la
settimana ed inoltre, partecipava con puntualità alle varie celebrazioni
liturgiche, alle riunioni parrocchiali ed alle assemblee dell'Azione
Cattolica. Teresa così cresceva pura e delicata, forte e generosa,
mentre nell'animo inizia ferverventi sentimenti che la facevano
trasalire verso il suo amato Gesù. Il
contesto storico nel quale cresce Teresa, era quello che purtroppo avrebbe portato alla
seconda guerra mondiale, con un clima politico sospettoso e talvolta
aggressivo, che invitava a vivere evitando possibilmente di parlare di
politica. Poi la guerra e l'esplosione di una bomba che ferì
gravemente Teresa in una gamba, fu il primo
grande dolore fisico, che Teresa si porterà per tutta la vita. La
sua primaria aspirazione era di ricevere quanto prima la Santa Comunione,
congiungere il suo corpo con quello di Cristo.
A
Mulazzano le giornate trascorrevano alquanto articolate, per Teresa le
giornate iniziavano sicuramente con profonde preghiere, quindi aiutando
il padre ed i fratelli nella lavorazione dei campi, poi si portava in casa
a collaborare con la madre nelle faccende domestiche, il pomeriggio era
dedicato alla
parrocchia, che a Mulazzano era intitolata a Santa Maria Assunta. Teresa
così cresceva: tra i campi generosi e tra i vigneti ubertosi, in mezzo
agli orti ed ai giardini, nell'aria pura della campagna corianese. Teresa cresceva come un bianco fiore profumato, ricco di grazia e
di candore. L'AZIONE
CATTOLICA - Pochi erano i soldi, ma la voglia di aderire all'Azione
Cattolica per Teresa era veramente forte. Come fare per racimolare quei
pochi spiccioli necessari per iscriversi e ricevere il giornalino
dell'associazione? Per Teresa era sicuramente un grande problema, non
voleva
essere di peso alla famiglia, che di soldi ne aveva veramente
pochi, giusto il necessario; questo dilemma portò Teresa ad
ingeniarsi in piccoli lavoretti, come la raccolta e la vendita agli
scheggiai (raccoglitori di ferraglie), dei bossoli e dei piccoli reperti bellici, che
a Mulazzano erano veramente tanti. Teresa
era veramente inesauribile, pur con la sofferenza alla gamba ferita e
con continui dolori alla testa, si offriva aiutando tutti: famiglia,
parrocchia, amiche, paesani, diffonde con forza ed entusiasmo l'adesione
all'Azione Cattolica, partecipa attivamente ai ritiri spirituali, prega
intensamente, legge appassionatamente la vita dei santi, San Gabriele
dell'Addolorata era un suo modello, come era un suo modello la Madonna
di Lourdes, la protettrice dei sofferenti, e lei sapeva cosa era la
sofferenza.
Intanto
il suo diario si riempiva di profondi pensieri, ricchi di sospiri
spirituali e di accettazioni incondizionate: "Mi riscaldo qui sotto
il manto della Madonna" esclamava dinanzi alla venerata immagine
della Madonna del Sole posta nella chiesa parrocchiale di Mulazzano;
"Signore vorrei essere un fiore, per starmene dinnanzi a
te...." Ripeteva guardando la rigogliosa natura di Mulazzano, ed
ancora "Vorrei farmi santa: la prima e la più importane cosa è
farmi santa......" Erano le sue continue parole quando gli
parlavano dei giovani veggenti di Lourdes e di Fatima. LA
MALATTIA - Alla sofferenza Teresa era abituata sin da bambina, il suo
calvario vero e proprio, comunque iniziò nel 1953 terminando con la
morte avvenuta nel 1960. Sette anni di vera tribolazione che
la portano a girovagare nei più svariati ospedali: Rimini, Forlì e Bologna e San Marino offrivano a Teresa una qualche
speranza di cura. Veri sacrifici per Teresa, ma veri sacrifici anche per la
cara mamma Rosa Mazza, che con pochi soldi cercava di dare alla
figliuola il massimo conforto. Belli
anche i rapporti epistolari con suor Ester di Cristo Re delle suore di
Sant'Onofrio di Rimini, entrambe ricoverate in due camere vicine
dell'Ospedale degli Infermi di Rimini, facevano a gara nelle virtù, augurandosi reciprocamente
di superarsi per arrivare prima in cielo, gli scriveva
suor Ester: "Bada di non farmi brutti scherzi.....In paradiso
voglio arrivare prima io" ed in un altro scritto: "
.....Quanto è bello vivere, soffrire e gioire nel medesimo tempo
assieme.......Restiamo sempre unite e la nostra cara Mamma del cielo ci
verrà a prendere quando la nostra anima sarà
preparata....."
LA
SANTITA' - Per Teresa la santità consisteva in un rapporto
sponsale con Cristo, raggiungibile meditando e offrendo le proprie sofferenze,
queste ricevute non come castigo, ma come grazia. Il fatto di sentire le
sofferenze più atroci, faceva sì, che Teresa si sentisse vicina
all'Amato Crocifisso. Seppur non avesse mai nascosto, in diverse
occasioni, grosse difficoltà di sopportazione, che risolveva mettendosi sempre nelle mani di Dio, rendendosi più
disponibile nel
realizzare la sua completa volontà, come ha scritto in una
corrispondenza a suor Ester: "...Ma Gesù ha tanto bisogno di anime
che si sforzano di soffrire con amore e che sanno abbracciare la loro
croce....." è indiscutibile, Teresa nel delirio del dolore,
riusciva a mantenersi cosciente e sapiente, più il dolore diveniva
insopportabile, più si offriva per la conversione dei peccatori;
bilanciava il male con il bene "...non cesserò di ripetere che sono contenta di soffrire per la
conversione dei peccatori...." Tutti questi suoi pensieri sono il
frutto di una maturazione teologica, oserei dire mistica, raggiunta solo
da un accurata ed appassionata conoscenza dei libri chiesastici e da una completa
realizzazione dei contenuti.
La
sua nascita al cielo avvenne il giorno 13 gennaio 1960, il giorno 11 aveva
previsto la data del suo decesso. Per l'incontro con lo sposo, aveva chiesto di essere vestita di bianco e suor
Jole delle Maestre Pie dell'Addolorata di Rimini, altra suora vicina
alla Teresina, si prese cura di questa sua ultima desiderata, coinvolgendo
gli alunni della scuola elementare delle Maestre Pie in una volontaria
colletta, tanto da realizzare il desiderio entro poche ore. Altri ultimi
desideri di Teresa furono di avere al collo la medaglietta dell'Azione
Cattolica ed un giglio bianco, quest'ultimo desiderio in considerazione
del clima invernale, fu sostituito con un giglio plastificato. Se il
giglio fosse
stato vero, sarebbe stato annullato dal profumo che emanava la candida Teresa. (da
Storie e Racconti Locali di Marzio Cavallucci - 2005)
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