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SANTA
INNOCENZA
L'OFFERTA DELLA VITA
IL MITO - “…Chè
difesa miglior ch’usbergo e scudo E’ la santa innocenza al petto
ignude…” con questi versi tratti
dalla Gerusalemme Liberata, Torquato Tasso alludeva al supremo martirio
con l’offerta del petto. Forse conosceva il martirio di Santa Innocenza
o forse si riferiva all’innocenza quale mancanza di
peccato, comunque, i versi ben si addicono alla nostra eroina, o almeno,
così ci piace credere.

CHIESA PARROCCHIALE DI SANTA INNOCENZA
DI MONTE TAURO DI CORIANO
Tra i vari santi della nostra diocesi è forse la meno conosciuta, ma
nel corianese Santa Innocenza, vergine e martire, è assai venerata e
supplicata, in particolar modo, nella attiva parrocchia di Monte Tauro
di Coriano, a Lei intitolata, con festa il 16 settembre.
LA CHIESA DI RIMINI - Alcuni documenti ritrovati
nel XI e del XII descrivono della presenza in Rimini, di una importante
e massiccia chiesa dedicata a santa Innocenza, forse costruita nel IV
secolo sul luogo natale della santa, per opera del Vescovo san Gaudenzo
e dell’esistenza di una Pieve intitolata a santa Innocenza sul Monte
Tauro, luogo ove la famiglia possedeva degli appezzamenti agricoli,
questultima, come da testimonianze scritte, risultava già edificata
prima all’anno 1000.
Sicuramente la Santa fu sepolta nella sua chiesa urbana di Rimini, come
risulta dagli “Statuti Locali” del secolo XIV, sebbene in altri
scritti viene indicato quale luogo di sepoltura la Cattedrale. Negli
Statuti, viene anche riportato il giorno della sua festa: il 16 settembre,
vengono inoltre indicati i riti sacri da celebrare in suo onore e la realizzazione di
uno importante pallio.

Secondo alcuni documenti conservati alla
Biblioteca Gambalunga di Rimini, si apprende che la chiesa riminese
della Santa Martire, subì diverse travagliate vicende, dovute
all’andamento della storia, che la portarono alla chiusura. Nel 1745 l’edificio fu riaperto al culto
e nel 1745 durante la dominazione francese, venne nuovamente chiuso, con grande
rimpianto di popolo, come riportato da diversi scritti popolari.
Solo nel 1809
la chiesa venne riaperta solennemente, divenendo anche parrocchia prima
e chiesa del seminario dopo. Ma le
sorti della bella chiesa di Santa Innocenza furono ben diverse, infatti,
nel 1919 la chiesa venne abbattuta per allargare alcune strade
cittadine.
LA CHIESA CORIANESE - Le
notizie sulla
chiesa corianese, tralaltro ancora esistente e ben organizzata sia come
parrocchia, sia come centro di accoglienza, sono documentate solo in
parte, in particolare esistono documenti che riguardano il periodo che
va dal 1000 ai nostri giorni.
La frazione di Monte Tauro, deve la notorietà sicuramente alla sua
pieve, trasformata in Vicariato nel 1780, con giuristizione su un ampio
territorio, variabile di grandezza a seconda delle circostanze storiche e
religiose.

STATUA BRONZEA DI SANTA INNOCENZA
MONTE TAURO DI CORIANO
Ora si ritiene che l'antica pieve di santa Innocenza, già citata con la
pieve di Rimini, non sorgesse sull'attuale luogo, ma appena sotto il
colle, precisamente nei pressi della vicina località denominata Pian
della Pieve. Alcuni antichi basamenti ritrovati recentemente, fanno
supporre valida questa opinione, seppur non esistono documenti
attestanti questa locazione.
Quello che è certo, è che l'attuale chiesa, trova la sua origine nel
1789, come testimoniano alcune visite pastorali che informano sulla
distruzione, causata da un terremoto e della sua ricostruzione.
L'attuale chiesa ha tre altari, i due laterali erano in origine dedicati a santa
Monica ed a san Crisostomo, mentre quello maggiore era dedicato alla
giovane martire. Ora i due altari laterali sono dedicati a Sant'Agostino
ed alla Beata Vergine della Consolazione, detta anche della Cintola,
mentre quello maggiore, continua ad essere dedicato alla nostra santa.
La chiesa, di bella di fattura, con mattoncini esterni a vista, possiede
un basso ma massiccio campanile. Il suo interno è arricchito di
pregevoli opere pittoriche di scuola riminesi, quali: il Bilancioni ed
il Tononi.
Sotto l'altare centrale sono posti i reliquari contenenti i poveri resti
mortali di santa Innocenza. Amorevolmente custoditi dalle suore e dalla
comunità ivi esistente.
LA VITA - Di questa martire poco sappiamo sulla sua vita, alquanto
incerta ed in molti casi ricostruita con deduzione.
La tradizione popolare, ci racconta di Innocenza nata in una famiglia nobile e
ricca, a Coriano nella zona ora chiamata di Monte Tauro. Sul suo
tormentato martirio, sappiamo invece qualcosa di più, si narra che l’imperatore
Diocleziano, durante una sua
spedizione contro gli Ungari, passando per Rimini, udì narrare
di questa nobile, bella e ricca fanciulla, che veniva descritta come una
fiera e fervente cristiana, forse nata intorno l’anno 285.
Incuriosito, mandò i suoi pretoriani a prelevarla dal suo castello a
Monte Tauro, dove ella era una rispettata patrizia. Giunta dinanzi
all’imperatore fu invitata, senza successo, a rinnegare la fede
cristiana. L’imperatore Diocleziano tentò diverse volte di
convincerla a rinunciare al cristianesimo, anche per salvarle la vita, lasciandola riflettere per alcuni
giorni. Tutto fu inutile, l’imperatore vedendo la determinata
fede della fanciulla, prima la fece torturare atrocemente, quindi la
condannò a morte facendole trafiggere il petto da un tagliente pugnale.
Si ritiene che Santa Innocenza venne martirizzata il 16 settembre del
303 e fu sepolta, tra i tanti luoghi supposti, assieme a molti altri martiri riminesi nel cimitero di
Lagomaggio. La santa è considerata assieme a san Gaudenzo e santa
Colomba, patrona
della città di Rimini.
(da
Storie e Racconti Locali di Marzio Cavallucci - 1991)
INTERNO DELLA CHIESA PARROCCHIALE DI
"SANTA INNOCENZA"
DI MONTE TAURO DI CORIANO
CON LE URNE CONTENENTI I RESTI
MORTALI DI
SANTA INNOCENZA
PREGHIERA A SANTA
INNOCENZA
O Dio, che per mezzo della preghiera
e della gloriosa vita di Santa Innocenza,
hai chiamato i nostri padri
alla mirabile luce del Vangelo,
fa' che anche noi viviamo nell'impegno
per una nuova evangelizzazione
di questo terzo millennio cristiano e,
superando le insigne del maligno,
cresciamo nella grazia e nella conoscenza
del nostro Signore Gesù Cristo,
che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen
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