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MADRE
CLELIA GENGHINI
UNA INTREPIDA
CORIANESE
LA VOCAZIONE - «Professione religiosa. Accetto o Signore,.......». Sono queste le
parole pronunciate dal suo labbro e dal suo cuore il 30 luglio 1893 da Suor Clelia Genghini in quel di Nizza
Monferrato, nel vestire l'abito delle Suore di Maria Ausiliatrice. Il
suo spirito vocazionale era predisposto a questo destino fin dai primi
anni di vita, grazie alla grande fede che regnava nella sua famiglia ed
all'insegnamento costante delle vicine Maestre Pie, che a Coriano
incominciavano ad organizzarsi sempre più in una grande Famiglia
Religiosa.
Sono
trascorsi ben 125 anni dalla nascita di questa straordinaria figura,
nata il 9 giugno del 1872 a Coriano, a soli pochi passi dalla Casa Madre
delle Maestre Pie dell'Addolorata, dove ancora per altri sette anni,
operava tenacemente come Superiora Generale Elisabetta Renzi, aiutata
dalla nipote Giuseppina Renzi. Queste due figure, avranno in seguito un
peso determinante nella crescita della nostra Clelia, che fin da da
piccola
era abituata a frequentare di queste sia la chiesetta per le
regolari funzioni, sia l'oratorio per i momenti ricreativi.

I GENITORI DI CLELIA
La madre, Teresina Cagnoli, originaria di Montescudo, ha da subito
insegnato alla piccolissima Clelia le semplici devozioni cristiane, che
in famiglia erano giornaliere, facendo sì che crescendo si innamorasse
in misura incalcolabile alla Modonna del Popolo, piccola immagine venerata nella chiesetta delle Maestre Pie, ed al Santissimo Crocifisso
venerato nella chiesa parrocchiale.
Da buon fornaio il padre Guglielmo, nativo di Coriano, ben volentieri si
faceva accompagnare dalla figlioletta nelle varie consegne del pane alle
povere suore, che all'epoca trascorrevano veramente momenti
difficoltosi, sebbene non fossero dimenticate dai corianesi e dalla Divina Provvidenza.
Clelia
crebbe in una famiglia pia, timorosa di Dio e confidante nella Madonna,
con due zii sacerdoti che non mancavano di consigliarla adeguatamente,
non nascondendo di vederla un giorno donata al Signore. Ma sebbene la
sua crescita fosse ricca di spiritualità, di salute era alquanto
cagionevole; a soli due anni una grave malattia sembrava strapparla alla
vita, costringendo la madre a richiedere all'allora Vescovo di Rimini,
presente in Coriano per nuove vestizioni religiose delle Maestre Pie, la
Santa Cresima che le venne urgentemente concessa e con vero entusiasmo
Madre Giuseppina Renzi si offrì quale madrina.
Scampato
per grazia il pericolo della morte, Clelia stringeva sempre più il suo
legame con le Maestre Pie e con la miracolosa immagine della Madonna del
Popolo, ancora oggi venerata dalla popolazione corianese,
considerando come seconda madre la sua madrina cresimale
Giuseppina Renzi, sempre presente nei momenti importanti anche con
piccoli doni, come il libretto di preghiere regalatole in occasione
della sua prima comunione.
L'adolescenza
passava anche con tristi momenti: situazione economica familiare
terribile, la morte della madre, il distacco dai due fratelli maggiori
partiti per Torino a frequentare il collegio fondato da Don Bosco, che
proprio in quei giorni era a Rimini e così via. Queste prove la
portavano sempre più vicino all'altare, ricevendone grandi conforti,
tanto da incominciare a pensare con serietà alla vita religiosa.
A
dodici anni Clelia viene inviata dallo zio Don Giovanni, parroco di
Meleto, che si preoccupa da subito della sua educazione e consigliatosi
con Madre Giuseppina Renzi, decide di inviare la giovinetta presso il
collegio di San Luigi di Rimini, aperto nel 1876 dalle Maestre Pie.
L'ambiente fu da subito di suo pieno gradimento, le cordiali collegiali,
le dolci maestre, l'aiutarono a superare i suoi nostalgici ricordi verso
il piccolo paese natio.
Intanto
la buona Madre Giuseppina Renzi, chiaramente comprendeva la crescente
vocazione che sempre più si manifestava nell'animo di Clelia e ottenuta
la patente di maestra, di comune accordo, concordarono il suo invio come
insegnante nella nuova Casa di Montefiore Conca, sperando che la vita
comunitaria le desse coraggio necessario +nella scelta vocazionale. Qui,
in occasione di una visita della Madre Giuseppina, ebbero un forte
colloquio con lo scopo di
invitarla ad entrare nelle Maestre Pie. Clelia, seppur
riconoscente verso le Maestre Pie, non vedeva ancora chiaro nel suo
futuro e ritornò dallo zio Don Francesco, passando le sue giornate
pregando fortemente perché fosse fatta luce nel suo cuore.
IBEATA ELISABETTA
RENZI
Ma
lo zio che conosceva chiaramente l'intimo della nipote e che nel
frattempo aveva avuto modo di conoscere le Suore di Maria Ausiliatrice,
fondate da Madre Maria Mazzarello, con ferma determinazione le indicò
la strada della sua vita, inviandola presso la Pia Casa del noviziato di
Nizza, chiaramente solo dopo aver salutato ed avuto conforto da Madre
Giuseppina, alquanto desolata da tale improvvisa decisione.
EDUCATRICE - Ormai
è fatta, Clelia è suora di Maria Ausiliatrice e il suo destino è
legato a questa Congregazione, che proprio in quel periodo stava
diffondendosi in maniera inverosimile. I suoi primi incarichi in seno
all'Istituto furono: a Casale Monferrato come maestra; a Conegliano
Veneto come Direttrice; quindi Visitatrice delle case del Veneto e
dell'Emilia prima e della Spagna poi.
Nel
1905 Madre Clelia iniziando la sua esperienza spagnola, in una lettera
di circa un anno dopo, evidenzia la povertà di questa terra e la sua
incondizionata volontà di operatrice «Ci sto volentierissimamente,
perché qua ho trovato Gesù sulla paglia,.....» Nella casa di
Barcellona ella ha anche l'incarico di maestra delle novizie,
dimostrando pazienza ed esemplarità nell'insegnamento, seppur si
considerasse inesperta per tale incarico.
L'amore
per la Spagna crebbe giorno dopo giorno, tanto da vederla in continuo
spostamento da casa in casa, accompagnando suore per nuove fondazioni o
intervenendo a sollevare disastrose condizioni economiche, questo con
grande capacità e buon senso.
Nel
frattempo nel 1907, la sua buona madrina Giuseppina Renzi era volata dal
suo amato Sposo e forse nessuno si sarà preoccupato di comunicarlo a
Madre Clelia, che comunque nei suoi scritti, descrive come edificanti gli incontri
avvenuti con Giuseppina.

MADRE CLELIA GENGHINI
MISSIONARIA - Dopo
alcuni anni e siamo nel 1908 è di ritorno in Italia, a Nizza
Monferrato,, nei luoghi della giovinezza, ma non per molto. Infatti dopo
una breve soggiorno a Roma per una udienza con papa Pio X, eccola
imbarcarsi dal porto di Genova sulla nave "Sicilia" per il
Brasile, dove visita tutte le case, quindi visita quelle dell'Uruguay e
dell'Argentina. A Montevideo ebbe la gioia d'incontrare il fratello Don
Zaccaria, proveniente dalla Patagonia, missionario salesiano, ordinato
sacerdote nel 1895 seduto su una sedia, più morto che vivo, tanto da
temere che non arrivasse alla conclusione della consacrazione. Solo
alcune settimane dopo, come miracolato, si alzò in piedi divenendo un
laborioso missionario.
Ma
l'avventura di Madre Clelia in America Latina non era ancora giunta al
suo apice; nel 1910 continua la sua visita alle case del Matto Grosso,
risalendo non senza pericoli, il corso fluviale del Paranà fra fitte
boscaglie con diversi cambi di barche e piroghe, quindi, facendo ore su
ore in dorso di mulo per giungere assieme ad altre consorelle nella
Colonia del Sacro Cuore.
La festa organizzata all'arrivo fu un vero
tripudio, ma la sua vera gioia fu quella di assistere, dopo diverse
domeniche di forzata impossibilità, alla Santa Messa in una povera
chiesetta di canne.

IL CAPITOLO DELLE F.M.A. CON MADRE CLELIA
I
suoi viaggi si susseguirono ininterrottamente: Patagonia, Perù, Cile,
Panama, Colombia, San Salvador, Messico qui correndo gravi pericoli a
seguito di sommosse politiche, Stati Uniti, sempre cantando il «Te Deum
laudamus»,
per le spirituali esperienze che gli concedeva il Signore. A
gioioso compimento delle sue visiti missionarie, ancora la benedizione
di papa Pio X in una speciale udienza romana.
SEGRETARIA GENERALE - Nel
Capitolo Generale del 15 settembre 1913 le madri la designarono
Segretaria Generale dell'Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice,
riconfermandola fino alla morte. Scriverà nelle sue memorie « Una
gabbia dorata......».
Il suo nuovo incarico non gli permetteva di muoversi più di
tanto da Nizza Monferrato.
Essa lo svolse con la massima dedizione e con
amore incondizionato verso la Chiesa e l'Istituto, scrivendo libri di
preghiera e note sulle prime madri e diverse consorelle, chiedendo
conforto esclusivamente al Santo Tabernacolo, che a suo dire una sera le
disse con chiara voce «Vivi il momento.... vivilo in amore! ». Parole
più che confortanti.
In
seguito fu incaricata di effettuare diverse visite in alcune case del
Belgio, della Francia e della Spagna, oltre ad un secondo viaggio in
America Latina. Ma ormai diversi dolori la costringevano a forzati
riposi; anche se per umiltà non richiedeva alcun aiuto a sollievo della
sua sofferenza.
Le consorelle si prodigarono intorno a lei nell'aiutarla
amorevolmente, e come lei desiderò, senza disturbare nessuno ma con
l'aiuto del l'Angelo Custode tante volte invocato, Clelia chiuse gli
occhi terreni per riaprirli in cielo il 31 gennaio 1956.
PROFUMO DI SANTITA' - Diversi
sono stati gli interventi dal cielo a favore delle consorelle
debitamente testimoniati e questi fecero iniziare un popolare vociare di
santità. In Coriano sono ancora diversi i paesani che, pur non avendola
conosciuta, raccontano di una suora salesiana, eroina del suo Istituto e
Clelia eroina.
Auspichiamo che l'istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice possa
considerare con più energia il lavoro sia fisico che spirituale
che Clelia ha donato alla sua amata Congregazione.
(da
Storie e Racconti Locali di Marzio Cavallucci - 1997)
TORINO - CASA GENERALIZIA
DELLE SUORE DI MARIA AUSILIATRICE DOVE
MADRE CLELIA GENGHINI
E' SANTAMENTE SPIRATA IL 31.01.1956
ALCUNI SCRITTI DI
MADRE CLELIA GENGHINI
Se vuoi che il tuo Cielo eterno
sia il cuore di Maria,
fa che sin d'ora
Esso sia il tuo abituale ritrovo
con Gesù Eucaristico!
===O===
Essere fiaccola di fede
per chi mi avvicina..........
La vita e la morte per Dio
e per le anime.
===O===
Vivi il momento:
vivilo in amore.
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