PADRE
ATANASIO FAVINI DA CORIANO
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IMMAGINE AUTORITRATTA
DI
ATANASIO FAVINI
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PADRE
ATANASIO FAVINI DA CORIANO Ben presto, il giovane francescano, dimostrò oltre al sapere di
umanistica e teologia, una incomparabile bravura e predisposizione nel
disegnare immagini sacre, nonché un originale amalgamazione armoniosa
dei colori, da far sì che il suo nome risuonasse fra le mura dei più
noti Conventi e le migliori casate dell'Italia centrale. La sua vita ricca di serenità francescana, non tardò a riempirsi
totalmente di un profondo entusiasmo per la pittura, questo amore
pittorico lo portò a continui spostamenti, in particolare, dove vi
fosse bisogno di restauri pittorici o ancora, per il bisogno di
dipingere nuove raffigurazioni sacre in chiese di nuova costruzione.
Per le chiese, tra le opere più note troviamo: la porticina del
Tabernacolo della chiesa della Santissima Annunziata di Bologna, un
trionfante "Redentore Risorto"; la meditativa "Santa
Caterina" che si trova nella chiesa di Ragusi; il "San
Pasquale" dipinto nell'atto di ricevere la comunione per mano di un Angelo, situato in Santa Croce di Macerata; la radiante e dolce
"Beata Vergine" locata in San Elpidio a Mare; il
trascendentale "San Francesco Sveniente"
dipinto per Santa Croce di Macerata; la tela ovale del
"Beato Giovanni Buralli" benedetta in Duomo a Parma nel giugno
del 1778, giorno della canonizzazione del omonimo Beato e locata nella
sagrestia della Santissima Annunziata di Parma; il dipinto suadente
della "Santa Margherita da Cortona" estasiata a causa dell'apparizione di Gesù Cristo e sorretta da due Angeli,
mentre un terzo è raffigurato allibito, dipinto situato nel Convento di
Santo Spirito di Ferrara; per la chiesa dei confratelli di Monbaroccio
dipinse il "Beato Sante" ed il "San Francesco Solano"
nell'atto di amministrare il battesimo agli Indi e poi ancora dipinse
tele per le chiese di: Pesaro, Rimini, Falconara, Fermo, Ascoli Piceno,
San Giusto, Montepradone, Forlì e Saludecio dove è locata la tela del
"San Biagio" sita sull'Altare Maggiore della Parrocchiale.
Ancora troviamo gli affreschi di sale in diversi ed importanti palazzi signorili: quello della Prefettura di Macerata,
effettuati per ordine napoleonico; gli affreschi del palazzo di Casa
Fede di Tolentino; il profano "Coriolano" per il palazzo del
marchese Costa di Macerata; la faraonica tela del "San Pietro e
Paolo" dipinta per la sala d'Inverno degli Zar e situata nella
Reggia di Pietroburgo in Russia. Ma il frate corianese, sebbene colmo di impegni artistici, non tralasciò
di continuare a migliorarsi nelle discipline umanistiche e teologiche,
merito che gli fece ottenere cariche di responsabilità all'interno
delle istituzioni francescane. Rispettoso della regola, disponibile nei
confronti dei confratelli , mantenne sempre coerente il suo amore per
l'arte pittorica con la sua vita sacerdotale e francescana e sicuramente,
intrattenne rispettosi contatti con i due confratelli corianesi: Padre Gaudenzi
Patrignani, forse parente da parte di madre, uomo di grande intelligenza, ebbe nell'Ordine
francescano la grande carica di Ministro Generale dell'Ordine
Francescano Minoritario (1814-1817) e fu, sebbene per soli pochi mesi vescovo di
Ferentino presso Frosinone sino alla morte e con Padre Paolo Antonio
Cianci, prima delegato (1815) quindi Ministro Provinciale dell'Ordine,
della provincia emiliano-romagnola. Gli
ultimi suoi giorni di vita terrena, dimostrarono una parvenza di santità;
a detta dei presenti, la sua cella e la chiesa di Santa Croce di
Macerata, durante le sue esequie, furono invase da un soave e misterioso
odore gradevole ed il suo corpo mantenne sembianze di dormiente. (da
Storie e Racconti Locali di Marzio Cavallucci - 1991)
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